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Blog · Link building

Link building in Italia: guida pratica dall'audit alla misurazione

Redazione Backly · 29/09/2026 · 6 minuti

La link building è l'attività di ottenere link da altri siti verso il tuo, perché Google li conta come voti di fiducia e li usa per decidere chi sta in prima pagina. È anche l'attività SEO più fraintesa: la si riduce a "comprare backlink" oppure la si demonizza come trucco, mentre è un lavoro con un metodo, dei numeri e delle regole di buon senso. Questa guida è il metodo che usiamo noi e che consigliamo ai clienti di Backly, dall'audit iniziale alla misurazione, con i numeri del nostro catalogo dove servono.

Prima di comprare qualunque link: l'audit

Apri Google Search Console del tuo sito e rispondi a tre domande. Quali pagine portano già clic? Sono le pagine che Google considera pertinenti: i link vanno lì, non sulla home. Su quali query sei tra la posizione 4 e la 20? Sono le query dove un link sposta di più: la pagina è già considerata, le manca autorità. Chi ti linka oggi? Nel rapporto "Link" di Search Console vedi i domini che ti citano: se sono pochi e poco pertinenti, il lavoro è costruire; se ce ne sono molti ma la pagina che conta non si muove, il lavoro è spingere.

Questo audit richiede un'ora e decide tutto il resto. Chi lo salta compra link per la home, con anchor commerciali, da siti a caso: è la ricetta per spendere senza risultati.

La pertinenza viene prima di tutto

Un link da un sito che parla del tuo stesso argomento vale più di uno da un sito forte ma fuori tema. Non è un'opinione: è il segnale più stabile che Google usa da anni per pesare i link, e resiste agli aggiornamenti meglio di qualunque metrica di autorità. Per un hotel a Vieste, un portale di viaggi sulla Puglia batte un quotidiano nazionale; per un e-commerce di integratori, un magazine di benessere con redazione batte un aggregatore generalista. Quando scegli dove pubblicare, la prima domanda è "di cosa parla questo sito", la seconda è "quanto traffico ha", e solo la terza è "quanto costa".

Sul catalogo Backly la pertinenza è il primo filtro: 27 tematiche, dai 119 siti di viaggio (divisi per destinazione) ai 57 di salute, ai 52 di cucina, e ogni guest post esce nella categoria reale del sito che scegli tu.

Il traffico reale, non le metriche di terzi

La seconda variabile è quante persone arrivano su quel sito da Google. Non il Domain Authority, non il Domain Rating: quelli contano i link in entrata di un dominio e si gonfiano con poca spesa. Il traffico reale lo misura solo Search Console, ed è il dato che dovresti pretendere, in una forma confrontabile, da chiunque ti venda un link. Noi lo trasformiamo nella Backly Authority, un indice da 0 a 100 che pesa clic, impression, articoli e anzianità; il prezzo di ogni sito nasce da lì. Un sito con BA 12 non è un cattivo sito, è un sito giovane: costa 29 euro e serve a costruire; un sito con BA 70 costa 139 e serve a spingere.

Le anchor: la parte che rovina più campagne

L'anchor è il testo cliccabile del link. Google la legge per capire di cosa parla la pagina linkata, e legge anche quando è troppo perfetta. Un profilo con il 60% di anchor "noleggio auto Palermo" identiche è un profilo comprato, e viene trattato come tale. Le proporzioni che funzionano:

  • Brand e URL ("Backly", "backly.it"): 40-50%.
  • Frasi naturali e generiche ("questo servizio", "come spiegato qui", "il sito dell'hotel"): 25-35%.
  • Anchor parziali ("un buon noleggio auto in Sicilia"): 15-20%.
  • Anchor esatte ("noleggio auto Palermo"): sotto il 15%, e mai due uguali sulla stessa pagina di destinazione nello stesso mese.

Con la link insertion il problema si risolve da solo: dovendo usare parole già presenti nell'articolo, le anchor sono naturali per costruzione.

La cadenza: pochi, distribuiti, misurati

Un sito che non ha mai ricevuto link e ne riceve venti in una settimana non sembra popolare: sembra comprato. La cadenza sensata per una pagina che vale la pena, in un trimestre, è tre-sei guest post su siti pertinenti con traffico, uno o due link in pagine già posizionate sul tema, distribuiti nell'arco delle settimane. Con la data di pubblicazione programmabile puoi decidere il giorno di ogni uscita e non pubblicare tutto insieme. Poi si misura: Search Console, query obiettivo, posizione prima e dopo, 30 e 90 giorni. Chi non misura non sa se insistere o fermarsi.

Guest post, link insertion, digital PR: quando usare cosa

Il guest post costruisce: un articolo nuovo con il tuo link, controllo totale su sito, categoria, testo e anchor, ma il link comincia a pesare quando la pagina si indicizza e si posiziona. La link insertion spinge: il tuo link dentro un articolo che Google mostra già, con traffico suo, lavora dal primo giorno e costa di più perché compri una posizione conquistata. La digital PR dà autorità di brand con link da testate, ma è un mestiere a sé, con costi da campagna e nessun link garantito. Il confronto completo in guest post, link insertion e digital PR.

Cosa evitare, senza eccezioni

  • Reti private (PBN): siti senza redazione né lettori, costruiti per vendere link. Economici, riconoscibili, inutili nel migliore dei casi.
  • Pacchetti di link a peso: "100 backlink a 79 euro" vengono da directory, commenti e profili. Non passano autorità.
  • Scambi di link a catena: io linko te, tu linki me, con dieci amici. Google li vede.
  • Link nel footer o nel box autore: valgono una frazione di un link nel corpo del testo.
  • Link che spariscono: un articolo rimosso dopo un anno è un costo scoperto tardi. Chiedi la durata per iscritto; noi diciamo a vita.

Quanto costa una link building sensata

Con i prezzi del nostro catalogo, un trimestre per una pagina che conta: quattro guest post su siti pertinenti tra 29 e 89 euro (circa 200-300 euro), un link in una pagina già posizionata tra 89 e 400 euro, e il testo scritto da te o dalla redazione AI a +10 euro. Tra 300 e 700 euro a trimestre per pagina, contro i 1.500-3.000 che un'agenzia chiederebbe per lo stesso lavoro con la trattativa in mezzo. Il dettaglio nella pagina prezzi; il ragionamento su quanto conviene spendere in comprare backlink: quando conviene.

Il metodo in dieci righe

  1. Audit in Search Console: pagine che portano clic, query tra posizione 4 e 20, link attuali.
  2. Una pagina obiettivo alla volta, con una o due query precise.
  3. Siti pertinenti prima di tutto; poi traffico reale; poi prezzo.
  4. Anchor varie, brand in maggioranza, esatte sotto il 15%.
  5. Guest post per costruire, link insertion per spingere.
  6. Tre-sei link a trimestre per pagina, distribuiti nelle settimane.
  7. Link dofollow, nel corpo, permanenti, verificati.
  8. Testi che insegnano qualcosa prima di vendere.
  9. Misura a 30 e 90 giorni sulla query obiettivo.
  10. Insisti dove si muove, fermati dove no.

Per iniziare con i numeri veri davanti, il catalogo è gratuito: siti per tematica, Backly Authority, pagine già posizionate con la loro Page Authority.

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