Comprare backlink è una decisione economica prima che tecnica: stai pagando per spostare una pagina su Google, e il conto torna solo se la pagina spostata vale più di quanto hai speso. Il mercato italiano è pieno di link comprati male, cioè comprati dove costavano poco invece che dove servivano. Questa guida serve a decidere prima di aprire il portafoglio: quando un backlink a pagamento conviene, quando è buttare soldi, e come si riconosce la differenza guardando i numeri e non le promesse.
Prima domanda: cosa deve spostare questo link?
Un link non "fa SEO" in astratto: punta a una pagina precisa e la aiuta a posizionarsi per query precise. Se non sai rispondere a "quale pagina, per quali query, da quale posizione a quale", non sei pronto a comprare. Apri Search Console, cerca le query in cui quella pagina sta tra la posizione 4 e la 20 con impression vere: sono quelle dove un link ben messo sposta di più, perché la pagina è già considerata pertinente e le manca autorità. Una pagina in posizione 60 non la porti in prima con tre link; una in posizione 8 sì.
Quando conviene
- Hai una pagina che vale qualcosa. Una scheda prodotto, una pagina servizio, una guida che converte. Il link porta autorità a quella pagina, e l'autorità si traduce in posizioni solo se la pagina merita di stare lì. Comprare link per una pagina scritta male è coprire una crepa con la vernice.
- Il sito che vende ha traffico reale. Non un DA: visite da Google, misurate. Un link da un sito che nessuno visita passa un'autorità debole e non porta nessuno. Se il venditore non può dirti (o mostrarti in modo confrontabile) quanto traffico ha il sito, cambia venditore.
- La tematica è pertinente. Un sito di viaggi che linka un hotel, un magazine di giardinaggio che linka un vivaio. La pertinenza è il segnale più stabile che Google usa per pesare un link, e un link fuori tema costa uguale e rende un decimo.
- Il link è dofollow, nel corpo, permanente e verificato. Quattro condizioni, tutte necessarie. Un link nofollow non passa autorità; un link nel box autore vale meno di uno nel testo; un link che sparisce dopo un anno è un affitto, non un acquisto; un link che nessuno verifica potrebbe non esistere già oggi.
- Esiste una pagina già posizionata su un tema vicino. Il caso migliore: il tuo link dentro un articolo che Google mostra già, con traffico suo. Lavora dal primo giorno invece di aspettare l'indicizzazione di un articolo nuovo. Ne parliamo in cos'è la link insertion.
Quando è buttare soldi
- Pacchetti "50 backlink a 99 euro". Cinquanta link a due euro l'uno vengono da directory, commenti, profili e siti automatici. Non passano autorità e nel caso peggiore sporcano il profilo. Google li ignora nel caso migliore.
- Link da siti senza redazione. Home con dieci articoli sponsorizzati in fila, nessun autore, nessuna data recente, argomenti che vanno dal prestito online alla dieta. Sono reti costruite per vendere link: Google le riconosce prima di te.
- Dieci link uguali in una settimana. Stessa anchor, stessa pagina, dieci domini. È la firma del link comprato e Google ha imparato a leggerla dieci anni fa. Un profilo naturale cresce in modo irregolare e con anchor varie.
- Link per una pagina che non converte. Se la pagina in prima posizione ti porterebbe dieci visite al mese, ogni euro speso per portarcela è un euro perso. Il valore del link è il valore della posizione che compra.
- Comprare in base al DA. Il Domain Authority conta i link in entrata di un dominio, non le visite. Un dominio scaduto e ricomprato con buoni link storici può avere DA 40 e zero lettori: è l'inganno più comune del mercato, e il più facile da evitare se pretendi il dato di traffico.
Quanto spendere, e su cosa
La proporzione che usiamo noi: il budget link per una pagina non dovrebbe superare, in un trimestre, il valore che quella pagina genera in un mese quando è in prima posizione. Se una pagina servizio vale 1.500 euro al mese di contatti, spendere 400-800 euro di link in tre mesi per portarla in prima pagina è un investimento normale; se vale 80 euro, il link da 300 non ha senso, e ne ha uno da 29 su un magazine giovane della tematica giusta, come tassello di un profilo vario.
Sul nostro catalogo i prezzi seguono questa logica in automatico: 519 siti tra 29 e 89 euro per costruire un profilo largo e pertinente, 81 siti tra 69 e 139 euro con traffico stabile per i link che devono pesare, e 962 pagine già posizionate tra 89 e 819 euro per quando serve spostare una query precisa, subito. I numeri sono nella pagina prezzi.
Come si distribuisce un acquisto sensato
Per una pagina che vale la pena, in un trimestre: uno o due link in pagine già posizionate sul tema (sono quelli che spostano), tre o quattro guest post su siti pertinenti con traffico, anchor diverse tra loro (brand, frase naturale, una sola anchor esatta), pubblicati a distanza di giorni e non tutti insieme. Poi si misura in Search Console cosa è successo alla query obiettivo, e si decide se insistere o fermarsi. Chi compra link senza misurare compra due volte.
Il controllo finale, prima di pagare
- La pagina di destinazione merita di posizionarsi? Se no, sistema prima la pagina.
- Il sito ha traffico reale e pertinente? Se non lo sai, chiedilo, o compra dove il dato è misurato per te.
- Il link è dofollow, nel corpo, permanente, verificato? Chiedilo per iscritto.
- L'anchor è naturale e diversa dalle altre che hai già? Se ripeti, cambia.
- Sai cosa misurerai tra 30 e 90 giorni? Se no, scrivilo prima di pagare.
Se vuoi vedere siti e pagine con il loro traffico tradotto in un numero confrontabile, la Backly Authority spiega come lo calcoliamo, e il catalogo è gratuito.
